Figlia:
venerdì, aprile 2nd, 2010.
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stai alla larga dalle constatazioni,
ama il prossimo tuo, non quello di adesso.
Quando cammini guarda il cielo,
sputi ed escrementi meritano le tue suole ma non il tuo sguardo.
Sii fiera di te stessa, padrona delle tue mani e delle parole,
impara l’eloquio ampio, non abbreviare, non fare congetture, illuditi.
Prendi i fischi per fiaschi, fanno meno male e ti giri a vedere chi è stato.
Canta, stona, non vergognarti,
guarda vicino a te che quando si guarda lontano si diventa piccoli rispetto all’orizzonte.
Meravigliati della luna piena ogni volta che lo diventa,
della velocità delle nuvole anche quando sembra che non ci sia vento,
ricorda che hai perso dei denti per far posto ai nuovi,
dimenticati degli insulti inutili e ricordati di quelli che hai meritato,
fatti la doccia e guarda l’acqua che s’infrange sulle tue ginocchia,
fai finta d’affogare, trattieni il respiro, credi ai fantasmi, parlaci.
Non temere, temi, abbi paura, trova il coraggio, coltiva la pazienza,
odiami e riabilitami in quanto madre ignorante,
sii lungimirante, appassionata, vera, lucida, profumata, coraggiosa e timida, matta e sensata,
persegui l’incoerenza e sarai più equa con te stessa.
Vivi ogni giorno con dolcezza, cattiveria, attesa, rigore, piacere, immaginazione.
(E’ questa la vita, amoremio: un bel casino)





