I grandi uomini non finiscono mai, continuano nelle nostre teste. Le parole che hanno scritto lavorano dentro di noi tutta la vita per renderci migliori.
sabato, giugno 19th, 2010.
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Una questione di rigore, di equilibrio, di spessore.
Nascere sapendo di dover stare al mondo
in un modo preferibilmente non qualsiasi
- e non parlo di qualunque, pronome indefinito
nel quale mi accomodo volentieri –
ecco, è una risoluzione ardua e rischiosa.
Ma il peggio che ti possa capitare non è mai la mediocrità,
che rende vili e omologati, il peggio è qualcosa che è passato.
Speravo lo facesse prima, ma è passato.
Come il tempo, come la pioggia,
come qualcuno che non si è poi fermato.
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Parigi, interno negozio, ore quindici e cinquantatré, circa.