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Il melanconico come il perverso ha bisogno di crearsi un oggetto feticcio.
E' un senso costante di incompiutezza e incompletezza.
Nella melanconia l’elaborazione è bloccata,
il destino della pulsione è senza meta,
è una ricerca incessante:
questo anelito costante è una delle perversioni del melanconico.
All’origine esiste una disillusione primordiale,
ancora prima che si crei l’oggetto.
Il melanconico si aggrappa all’ideale per sopravvivere,
avviene un suicidio dell’oggetto
che comporta al desiderio di orientarsi
verso l’oggetto parziale e quindi non raggiungibile. L’attrazione per la morte o l’assente
fa sì che la vita sia una deprivazione affettiva
e il melanconico si associa alla perversione per evitare il vuoto angoscioso.
“ E’ quella l’esperienza che ho avuto ed è a quella che ritorno”.