Meravigliarsi
lunedì, aprile 19th, 2010.
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è quell’attitudine allo stupore epidermico
quel brivido introverso che ti allarga gli occhi d’impercettibili centimetri,
ti scompone lo sguardo in un caledoscopio d’innumerevoli io a bocca aperta
a Formentera ero tua passeggera sopra quella moto a dune,
ad ogni chilometro
perdevo coscienza davanti a quello spettacolo di erbe lunghe,
verdi, miracolate dal sole
e svenivo d’amore con la bocca piena di moscerini,
non complice e complice la velocità moderata e lo smoderato uso di hierbas
La luce dell’isola era perfida
per qualsiasi istruzione sul buon senso
ed io m’innavoravo ignorante e subdola
perché sapevo che non vedevi l’ora
di buttare via le tue braccia nel mio collo cestino
E
Oggi mia figlia era nel penultimo vagone della linea 8
e la vedevo pensare, misteri confusi
le attraversavano gli occhi come minuscole raffiche di vento immaginato
dietro di lei tre bambini ebrei con basette lunghe e kippah,
un nero vestito di giallo, una donna indiana coi baffi
e un signore di certo cinese con una busta piena di cavoli.
La meraviglia di vivere fra gente diversa,
la mervaglia di stare in questo ed altri mondi
Questo modo di crescere fa diventare grandi.
Io lodo tutto ciò che non mi assomiglia,
si allenano gli occhi, si considerano altri piani.






