scritto col corpo
venerdì, aprile 16th, 2010.
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C’è esuberanza di connessioni,
di collegamento,
d’informazioni supplementari,
senza che si sia prodotto un fatto concreto a determinarne
la supplementarietà, a giustificarne il superfluo.
Sto desiderando la privazione dell’opzione.
Dio, dammi solo la A, ti prego.
La b, non mi serve, la c serve a spiarmi
e la d è ininfluente alla mia attività cerebrale.
No, non desidero ottenere dei vantaggi, non mi fido dei vantaggi.
I nuovi privilegiati sono pieni di debiti occulti,
spendono senza esserne coscienti, aderiscono senza saperlo.
Solo perché sono distratti.
Distrarre il popolo è una primitiva forma di manipolazione,
d’induzione all’incoscienza.
Dimentica di togliere una croce e paghi un’assicurazione,
non spunti, non la spunti, devolvi denaro, spargi denaro,
perdi denaro.
Siamo poveri, ci siamo impoveriti di tutto.
Della gioia della pancia piena di farfalle,
dei timori giustificati dal buon senso e non dal terrorismo mediatico, degli amici del cuore della notte,
del desiderare qualcosa che non si possa pagare,
nemmeno a rate, del sesso come allegria e liberazione,
sollecitiamo i nostri sensi che invece vorrebbero dormire
e risvegliarsi fra le gambe di gente fantasiosa, nuova, coraggiosa.
Non ci distinguiamo più perché siamo incapaci di distinguere.
Contnuate pure a fingere di essere quell’uomo o quella donna a cui eravate destinati alla nascita.
Condividete i pensieri altrui, gli aforismi,
le citazioni, date loro il vostro personale significato,
spesso figlio della sciagura intellettuale
Annientati dall’abuso di orribile prosa televisiva,
di telegiornali intossicati dalla corruzione,
dalla censura, dal profitto scellerato, dalle menzogne.
Noi, pugno di diversi, siamo quelli sbagliati.
Ed è forse proprio questo l’errore così come l’abuso di benzodiazepine.
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Cecilia Giulia Resio, ghostwriter.





