La morte del topo
sabato, giugno 12th, 2010.
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Questa è la storia di un topo che ebbe una morta prematura,
una sepoltura insperata e un degno funerale.
Al topo fu dato un nome alla sua morte, un gesto assai controcorrente.
Della sua vita non si sa pressoché niente, se non che era di taglia piccola
e che sembrava dormisse invece d’esser trapassato, un oramai piuccheperfetto.
Questa è la storia di due amiche del cuore, di cui una orfana di mamma.
L’altra certamente no, perché io che sto scrivendo del topo la storia, sono sua madre.
I bambini hanno poteri nascosti e rendono la morte celeste,
la celebrano con solennità spicciola, la prendono sul serio,
danno alla morte una sorta di principio,
mai una vera fine. Non è un gioco e un momento delicato,
impone parole che abbiano un certo peso, ma capaci di lievitare come torte.
La bambina che non è mia figlia ha usato le stesse parole che ha ascoltato un giorno di ottobre
di due anni fa e le ha regalate al topo che se n’è volato in cielo, rispedito ad un mittente
immaginifico e divino, il pensiero di un bambino.
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